memorandum per Walter
Oggi l’ex segretario farà un discorso (in diretta dalle 16.30 su Redtv) a due anni dal Lingotto, a tre mesi dal congresso, in pieno alzheimer internettiano: sul suo profilo facebook Walter è ancora segretario del Partito Democratico.
L’ombra lunga dell’ex segretario. Si attende per oggi l’endorsement a Franceschini….
pozzi aperti

S‘il est une mesure, une seule, prise jadis par Saddam Hussein, alors vice-président, et qui fait, trente-sept ans plus tard, la quasi-unanimité chez les Irakiens, c’est la nationalisation complète du pétrole et l’expulsion, en 1972, de l’Iraq Petroleum Company, conglomérat franco-américano-britannique qui exploitait à vil prix l’or noir mésopotamien depuis 1929.
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Les six champs recèlent 43 milliards de barils de brut sur un total de 115 milliards de réserves prouvées au plan national. L’Irak détient actuellement, derrière l’Arabie saoudite et l’Iran, les troisièmes réserves d’or noir du monde. Mais de nombreuses zones n’ont jamais été explorées et certains n’excluent pas que le pays possède en réalité les premières réserves de la planète. “Tout le monde veut être en Irak précisément pour cette raison, nous explique l’une des meilleures spécialistes du secteur, Rouba Housari, la directrice fondatrice d’un site Internet spécialisé. Avec l’Iran, ce pays représente une opportunité rare.”
Ceci explique sans doute que, malgré le caractère jugé “peu lucratif” de l’offre irakienne, mais avec un oeil gourmand sur les possibilités d’obtenir de meilleures conditions lors des prochaines adjudications, début 2010, de licences d’exploitation pour 16 autres gisements non développés, 31 sociétés internationales aient été présélectionnées. (Le Monde.fr)
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Cercare nuovi pozzi di petrolio in Iraq e sfruttare i grossi giacimenti esistenti è questa la vera partita del dopo Saddam, le compagnie che hanno dato una mano alla ricostruzione e già avevano intravisto il potenziale del territorio iracheno e tutte quelle che sono interessate possono entrare nel nuovo mercato col benestare del governo Al Maliki.
Qui sotto la ricostruzione dei fatti che avevo scritto un paio di mesi fa.
Se l’ex presidente americano George W. Bush avesse detto che per vittoria in Iraq intendeva la produzione di greggio, nessuno gli avrebbe dato torto.
Qualche settimana fa il portavoce di Hussain al-Sharistani, il ministro del Petrolio iracheno, ha annunciato: ”In gennaio abbiamo esportato 58,621 milioni di barili, ovvero in media 891 mila al giorno”. E ha aggiunto: “A dicembre 2008, l’Iraq ha esportato 56,2 milioni di barili di petrolio”. Due milioni di barili in più in un solo mese, un dato più che incoraggiante, sulla stabilità della fragile democrazia irachena, che si scontra, però, con le attuali necessità del mercato. Alla vigilia del vertice dell’Opec di Vienna del 18 e 19 marzo, lo stesso ministro al Sharistani ha annunciato che: “verrà deciso un calo della produzione per far risalire gradatamente il prezzo del petrolio a una media di 70 dollari”. Sembra questa la quota ragionevole tra i 45 dollari attuali e i 150 dollari al barile che hanno fatto tremare gli analisti finanziari del mondo intero.
Il rilancio del petrolio iracheno non è un semplice indicatore finanziario. Riguarda la capacità del governo di Baghdad di tenere insieme le diverse anime della sua popolazione e di stipulare accordi con gli investitori occidentali, in un settore cruciale per la sua economia.
All’indomani della nuova politica energetica annunciata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, è proprio dalla capitale dell’oro nero che potrebbe partire il cambiamento destinato a modifcare gli equilibri geopolitici tra i paesi produttori di petrolio e gas naturale.
C’è un’altra costituzione, infatti, che mette d’accordo il governo dell’ Iraq e le diverse etnie che abitano il suo territorio: la legge istitutiva del Federal Council of Oil & Gas. Un vero e proprio trattato di pace tra sciiti, sunniti e curdi da sempre in contrasto per il controllo del più vasto giacimento petrolifero del paese, quello di Kirkuk. Perché c’è una sola strada che porta le due principali risorse irachene, il petrolio e il gas, in occidente, e questa strada passa dalla Turchia. Grazie ad un accordo messo nero su bianco a luglio 2008 tra il presidente iracheno Jalal Talabani e il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, accompagnato dal suo ministro per l’Energia Hilmi Guler. L’accordo permette a TPAO, la compagnia petrolifera turca, di condurre esplorazioni, trivellamenti e scambi commerciali in territorio iracheno. In cambio la capacità dell’oleodotto di Kirkük-Yumurtalık verrà potenziata e raggiungerà il Mediterraneo nella città turca di Ceyhan per collegarsi a Nabucco, l’oleodotto che parte dall’Iran per attraversare il Caspio e i balcani.
Porte a aperte agli investimenti stranieri.
michael jackson, (don’t matter if you’re black or white)

Per quelli della mia generazione, quando andavo a scuola, al posto di Beatles o Rolling Stones, la domanda era: Michael Jackson o Prince?
Jackson era Thriller, Bad, il primo nero a cantare come un bianco e a dormire in una camera iperbarica…poi tutto quello che era avnti nella sua musica è diventato oltre e si è confuso nel mare di tutti gli oltre a cui ci siamo abituati e di Michael Jackson, da Neverland in poi, avevo perso le tracce.
Pop star Michael Jackson was pronounced dead today after paramedics found him in a coma at his Bel-Air mansion, city and law enforcement sources told The Times (L.A.Times)
amish h24

Nell’antichissimo insediamento Amish della contea di Lancaster, un circuito chiuso di telecamere, attive 24 ore su 24 e monitorate da un’agenzia di sicurezza privata, sarà il nuovo strumento contro il crimine. (Ansa.it)
filosofia di vita presa in prestito/3 illuminazioni

“Coloro che vedranno chiaramente la verità della Geometria degli indivisibili potranno ammirare la grandezza e la potenza della natura in quel duplice infinito che ci avviluppa da ogni parte, e imparare, grazie a quella percezione meravigliosa, a conoscere se stessi, considerandosi collocati tra un’infinità e un nulla di estensione, tra un’infinità e un nulla di movimento, tra un’infinità e un nulla di tempo. Su questa base si può imparare a valutare se stessi nella giusta misura e fare riflessioni che valgono più di tutta la geometria nel suo complesso.” Blaise Pascal
“Le probabilità che un avvenimento si verifichi sono pari al numero di casi favorevoli diviso per il numero dei casi possibili.” Blaise Pascal
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Week end con Pascal.