08
Mag

affacciarsi al balcone, di Verona

Ogni giorno, affacciandosi al balcone di casa, potremmo non riconoscere gli occhi dei nostri vicini. Non ci siamo mai chiesti e forse non ci interessa altro che non parcheggino nel nostro spazio o che non facciano confusione negli orari di riposo. Possibile che non sappiamo che cosa fanno degli adolescenti per bene, molto per bene, con la scusa che tanto le ideologie sono finite? Ideologie o no perchè non sappiamo nulla di questi ragazzi? Che vergogna.

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[...] Qui è radicata la consapevolezza che la democrazia sia “ars dubiae”. Si ha fiducia “nella tolleranza, nel rispetto, in una solidarietà generosamente disponibile, in un reale e radicale rispetto di se stessi e degli altri”. Sono pratiche quotidiane e non predicazione (gli studenti, per dire, si tassano ogni anno di 250 euro e quest’anno hanno deciso spontaneamente di aumentare l’obolo di solidarietà). E allora bisogna chiedersi dove nasce la muffa aggressiva che ha rovinato i giorni di Raffaele e spezzato la vita di Nicola?

“Ce lo siamo chiesti - dice con “doloroso stupore” il preside Francesco Butturini - e ancora ci interrogheremo con i docenti, gli studenti, i genitori. Ci siamo chiesti se abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per educare gli studenti alla buona cittadinanza. Noi crediamo di aver sempre cercato attraverso l’insegnamento quotidiano e le attività educative complementari, che qui non sono poche, di inculcare negli allievi i principi della civile convivenza. Non è stato sufficiente per insegnare a Raffaele ciò che è lecito, ciò che non lo è, ciò che non è nemmeno pensabile o ipotizzabile. Mi sento sconfitto, come ho detto ai ragazzi, ma non complice. Non siamo stati né indifferenti né distratti. Quando Raffaele si rifiutò di entrare in sinagoga durante un viaggio di studio; quando affrontò il presidente dell’associazione vittime della strage di Bologna rivendicando l’innocenza di Luigi Ciavardini, segnalammo quell’atteggiamento alla famiglia. Al contrario, la questura non ci informò che Raffaele era indagato da un anno. Avremmo potuto fare di più e continueremo a farlo nel dialogo e nel confronto con i ragazzi. Senza dimenticare Raffaele. Non intendiamo abbandonarlo in questo momento e speriamo che Raffaele accolga il nostro invito; comprenda il suo tragico errore; accetti di incamminarsi su una strada radicalmente differente da quella finora seguita”. -Giuseppe D’Avanzo, La Repubblica.

01
Mag

aHeaders

Nella classifica annuale, pubblicata da Time, sulle 100 persone più influenti al mondo, loro ci sono. Stanno nella sezione Imprenditori&Finanzieri -Builders&Titans- insieme a Karl Lagerfeld, Steve Ballmer, Ratan Tata e Neelie Kroes, per fare solo un po’ di nomi che mi andava di lincare. Questi ragazzi sono davvero avanti.

ceo pepsico C’è anche questa signora:

The most appropriate way to describe Indra Nooyi, chairman and CEO of PepsiCo, is “world class leader.” Her sharp strategic mind, tremendous market insight and humanitarian contributions all combine to make her a rare executive among the global corporate giants. PepsiCo’s international business grew 22% last year, and she is showing the way for American companies trying to do well overseas. (These days, that’s everybody.) Indra, 52, was also way ahead of her competitors in moving the company toward healthier products. (Continua qui)

E questa è la formula che il Time ha usato per calcolare la sua Top 100: Σ(G + Y + 4W) * N / Y

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26
Apr

la meglio gioventù e il pornografo (liberamente tratto da…)

Aggiungiamo adesso, senza alcuna reticenza, che in quella piazza ieri c’erano umori che non solo non si identificano con gli schizzi di bile nera di Grillo, ma sono, in parte, anche umori nostri. In tutti i movimenti - direbbe Alberoni - c’è chi fa cassa. Da Masaniello a Canepa a Bossi a Grillo… c’è sempre qualcuno che diventa l’espressione sgangherata di malumori forti e legittimi. E la buona politica dovrebbe calarsi dentro di essi; per tirare fuori, ad esempio, il buon umore dal malumore dei produttori del Nord che stanno con Bossi perché si sentono ipertassati e non protetti.

Così tra i piazzaioli di Grillo ci sono professionisti, docenti, giovani e giovanissimi che coltivano buoni sentimenti e disagio, e magari in qualche caso sono il meglio della gioventù, quella che non trova espressione nei codici della politica e va dunque a cercare un detonatore o un pantografo che percepisca e ingrandisca il segnale.

Francesco Merlo, Repubblica.it

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Può essere che a furia di guardarci l’ombelico non possiamo far altro che parlare alla pancia. Forse qualcuno lo sa e va davvero in piazza solo per ascoltare uno spettacolo gratis. Io credo sia ancora e solo una questione di appartenenza “desiderabile”: noi siamo quelli che…e non è obbligatorio che sia coerente con il resto della nostra esistenza. Perfino in una piazza di quarantamila persone come quella di Torino, ieri, è difficile stabilire quale sia la nuova maggioranza. Si condivide in parte o solo un po’, si va lì per vedere, per ascoltare, per ridere un po’. Qualcuno, per esempio, vorrà mettere in dubbio i sani valori della piazza del primo maggio? Ieri ognuno stava al proprio posto ma oggi? Tra un po’ lo sentiremo, mettere in discussione anche il primo maggio, anzi, mi aspetto che succeda già la prossima settimana, perchè se voleste sapere che tempo fa io risponderei: c’è vento. Abbiamo ancora bisogno della piazza di San Giovanni in Laterano?…Sai, i sindacati…la Lega Nord…i lavoratori… mi dite voi chi salirà sul palco, come se fosse il Live Eight?…Perchè: noi non c’eravamo e oggi ognuno la racconta a modo suo e nessuno è più autorevole della propria pubblicità.

Siamo diventati tutti così pigri che non dobbiamo neanche dimostrare che non siamo mica nati ieri, perchè potremo anche guardare in televisione il Grande Fratello, compiacerci con distacco delle poderose schifezze della televisione generalista, tanto con sky, con internet, abbiamo il mondo a nostra disposizione. Chi vuoi che ce la dia a bere? E poi chi ci controlla? Noi siamo furbi, ci controlla la rete. Possiamo fare tutto, non devono dircelo i giornali o la tv. Perchè se vogliamo, abbiamo una fantastica vetrina nel mondo virtuale. Possiamo scegliere tutto e il contrario di tutto. Il nostro tutto, se vogliamo, ce lo portiamo dietro nell’Ipod o col cellulare, anzi fondiamo un movimento per dare l’Iphone gratis a tutti. Questa è la vera democrazia. E se gettiamo una carta per terra ci riprendiamo con la telecamera e ci sottoponiamo al controllo censorio della comunità virtuale, perchè, in fondo, che male c’è?

Un giorno abbiamo sognato che chiunque poteva diventare il presidente degli Stati Uniti. Oggi si può vincere un Nobel per la pace stando nella blogosfera. In Italia però in fondo non siamo così ambiziosi. Noi sognamo di non pagare più le tasse, l’Ici e il bollo auto. Perchè, in fondo, che male c’è?

NOTA: un’ultima cosa su Grillo. Sull’informazione forse ha ragione, però, democraticamente, se abbiamo il governo che ci meritiamo abbiamo anche la stampa che ci meritiamo. Non è raccogliendo le firme per un referendum non valido, come sostiene Lele, che si diventa più liberi dei liberi. Più furbi dei furbi forse sì.

NOTA2: per i miei colleghi: rassegnatevi. Questo comizio sarà ripetuto a voce, lunedì mattina.

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25
Apr

25 aprile

115° giorno del calendario gregoriano, 116° in quest’anno bisestile. Dalla mia finestra non vedo bandiere ma provo ad ascoltare le voci della memoria. Viviamo in un presente che ha perso il senso del tempo, si vede sempre di più nelle ricorrenze. Se non ci fossero i giorni rossi sul calendario, nemmeno ce ne accorgeremmo. Perchè se noi non ci saremo, noi di sicuro non c’eravamo.

IL POPOLO -L’ITALIA E’ LIBERA L’ITALIA RISORGERA’

L’UNITA’ -UN ULTIMO SFORZO E SARA’ LA VITTORIA

“Noi non abbiamo sete di vendetta. Non vogliamo vendette, vogliamo giustizia. Vogliamo soprattutto impedire che quelle forze oscure e reazionarie e certe oligarchie che hanno dato vita e sostenuto per vent’anni il fascismo, non possano mai più rialzare la testa.

Coloro i quali sono i responsabili della catastrofe e della rovina d’Italia, coloro che hanno aperto ai barbari tedeschi le porte del nostro Paese, coloro che li hanno serviti, che hanno collaborato con loro, quei grandi industriali che hanno fornito ai fascisti e alla gestapo i nomi dei patrioti per farli deportare in Germania, i grandi plutocrati che hanno dato vita al fascismo, che per vent’anni lo hanno sostenuto nei suoi delitti, nelle sue guerre di rapina, nelle sue infamie, costoro devono pagare.

Costoro sono gli infami traditori della nostra patria, le loro mani sono sporche di sangue, costoro devono rispondere davanti alla giustizia popolare. Giustizia deve essere fatta. Lo chiedono i vivi. Lo comandano i nostri morti.

Pietro Secchia.

“Italiani, mentre il turbine di vergogna e di sangue nel quale sono state sommerse le nostre regioni si allontana sopraffatto dalle forze Alleate e dell’Italia risorta, la DEMOCRAZIA CRISTIANA, che ha vissuto e sofferto la lunga vigilia in unione con gli altri Partigiani raccolti nel C.L.N., invita tutti coloro che credono e sperano in essa come guida dell’Italia di domani, ad operare immediatamente perchè il suo programma si compia.

La DEMOCRAZIA CRISTIANA principalmente vuole:

-uno Stato veramente democratico che garantisca la libertà del cittadino ed abbia in ogni momento la forza per difenderla contro le insidie e gli assalti della reazione e del disordine;

-un assetto economico e sociale, in cui tutti abbiano quei beni che assicurino alla persona umana e alla famiglia un’esistenza non oppressa dal bisogno: arduo compito, per risolvere il quale la DEMOCRAZIA CRISTIANA non esiterà ad affrontare e a combattere le resistenze palesi ed occulte del capitalismo e del latifondismo.

La DEMOCRAZIA CRISTIANA è dunque un partito nettamente democratico: ma si distingue dai movimenti a fianco dei quali ha condotto la lotta, per la sua piena e pratica adesione ai principi essenziali che il Cristianesimo ha dettato al mondo anche per la vita politica e sociale.

Ed è in questo spirito che la DEMOCRAZIA CRISTIANA, aprendosi a tutti coloro che intendono approvarne e praticarne il programma si propone di ricostruire il Paese, al quale, prima di ogni altra cosa,  occorre una profonda rinnovazione morale.

Viva l’Italia!”

IL COM. ESECUTIVO PER L’ALTA ITALIA del Partito della Democrazia Cristiana

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Il 25 aprile lo ha detto chi aveva ragione. Bisogna sempre ricordarlo.

22
Apr

tanti auguri a me

Sono passati trent’anni (dalla foto) quindi è più uno.

21
Apr

la profezia di celestino

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Un’analisi ancora attuale anche se la barca dell’Ulivo si sa che fine ha fatto.

21
Apr

primi all’arrivo

Una “fabbrica orizzontale”, a cielo aperto e senza mura, lunga cento chilometri, frammentata in un pulviscolo di medie e piccole imprese, lavoro artigiano, lavoro sommerso, lavoro nero, lavoro in affitto dove si concentra e sovrappone “il massimo di innovazione e il massimo di mediocrità” e dovunque “capitalisti personali” che chiedono - spiega ancora Aldo Bonomi - “un’affermazione soggettiva, la possibilità di rendere vincente un’idea, un progetto, la propria personale realizzazione in un gioco che mette in discussione la stessa soggettività delle persone, i loro interessi, ma anche i loro gusti, preferenze, perfino i loro affetti e passioni”.

Giuseppe D’Avanzo, Le Nuove Elites della Rivoluzione Pedemontana, la Repubblica in prima e a pag.12

19
Apr

il successore*

[...] La comunità internazionale deve “preservare l’ambiente”, “proteggere le varie forme di vita sulla terra” e “garantire un uso razionale della tecnologia e della scienza”, senza alcun bisogno di costringere a una scelta tra scienza ed etica: “Piuttosto si tratta di adottare un metodo scientifico che sia veramente rispettoso degli imperativi etici”. -Benedetto W. XI, Christian Rocca per il Foglio, via Camillo.

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«Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me». Epitaffio sulla lapide di Immanuel Kant.

“L’uomo che decide in obbedienza al dovere morale di compiere una determinata azione sa che per quanto la sua decisione possa essere spiegata naturalisticamente, magari con motivazioni psicologiche, la vera sostanza della sua morale non risiede in questa concatenazione causale ma in una libertà che coincide con l’essenza razionale del suo essere.

L’uomo quindi è un essere che appartiene a due mondi: a quello sensibile, e per questo è sottoposto alle leggi causali e a quello che Kant chiama il mondo ” intellegibile ” per il quale è assolutamente libero (autonomo), di una libertà che manifesta nell’obbedienza alla legge morale, all’ ” imperativo categorico “.

*Per un attimo, nei giorni scorsi, il presidente americano, George W.Bush, ha pensato che Benedetto XVI gli stesse presentando il prossimo Papa, per di più uno statunitense. A raccontare con divertimento l’aneddoto è stato il diritto interessato, il cardinale americano William Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il ruolo che fino al 2005 fu del cardinale Joseph Ratzinger. (Il tempo)
19
Apr

margine di interpretazione

“The agency has unfairly changed rules for how airlines must comply with safety orders, called airworthiness directives, and is making unreasonable demands about how much interpretation is allowed, according to engineers at American’s huge maintenance base here.” -Airline Faults Shifting Rules About Safety -The New York Times

18
Apr

PD-PdL= PdN (il partito del nord)

Giancarlo Galan: «Da solo. Ho scosso l’albero e la Lega ha raccolto i frutti. Dov’erano i Brancher locali e nazionali quando io parlavo di federalismo fiscale? Io sono felicissimo del risultato, anche del successo della Lega».

Aldo Brancher: «Ma cosa ho detto di così scandaloso? Ho bestemmiato? Dico solo che dobbiamo capire le ragioni dell’insuccesso del Pdl. Quella della doppietta a casa è incredibile, sono cose che spaventano. Galan si ricordi che io ho tre bambini piccoli, lui una piccolina, e non minacci cose di questo genere. E’ vergognoso. Spari ai pesci e lasci stare i bambini. Non capisco, non l’ho neanche nominato. Se la sua analisi è diversa, bene, faccia il suo lavoro. Però mi faccia fare il mio e non venga ad insultare».  Raccolto da Alessandro Trocino, Corriere della Sera pag. 9.

Sergio Cofferati: «Quelli dati alla Lega non sono voti di protesta e chi lo pensa commette un errore, su questo ha perfettamente ragione Maroni. Ma l’idea che il Pd debba avere una struttura federalista è ben stagionata, sono cose che abbiamo sempre ripetuto». -Marco Imarisio pag. 11

Massimo Cacciari: «[...] La questione settentrionale non era aggirabile con qualche ottima candidatura, come quella di Colaninno o quella, meno brillante di Calearo. Sono scorciatoie: o il Pd comprende che al Nord si deve dare una struttura autonoma, dal punto di vista della leadership e dei programmi, radicata territorialmente e socialmente, oppure rimarremo minoritari…». -Paolo Forcellini, L’Espresso pag. 47.

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Potrebbe essere una cosa seria oppure restare una questione oziosa che ricalca le opposte fazioni del partito delle tessere contro il partito liquido. Di modello federale, soprattutto per il sud, parlò nel 2007, all’indomani della sua elezione ‘per acclamazione’ a segretario comunale della Margherita napoletana, l’attuale direttore del Riformista, Antonio Polito. Per dovere di cronaca va inserito tra le Cassandre del federalismo.




 

Maggio 2008
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