Paola's Weblog

un passo avanti

Pubblicato in la revoluciòn, politics&policy da paoladifraia il 31 Marzo, 2008

politometro

Fa sempre piacere sapere di stare un passo avanti. Ho sempre pensato che andare a votare fosse un impegno importante. Ed il risultato di questo test non me lo rende per niente facile. Come premio di consolazione intanto mi tengo qui questa intervista a Massimo D’Alema fatta da Aldo Cazzullo, pubblicata domenica sul Corriere della Sera.

Non credo che l’impersonale “si può” valga una prima persona plurale come il “sì, noi possiamo”. Quindi concordo con D’Alema, lo slogan del Partito Democratico è sbagliato. E non solo quello. Credo che quello che il P.D. perderà a destra sia numericamente superiore a quello che sottrarrà a sinistra con il cosiddetto voto utile e grazie ai giganteschi errori della Sinistra Arcobaleno. La politica del ‘ma anche’ andava ‘esternalizzata’ non introiettata. Credo che il P.D. abbia avuto paura di finire in testacoda ma è esattamente quello che succede quando si tira il freno a mano. Più coraggio significava guardare più lontano, molto più lontano del 14 aprile.

E credo che il risultato più interessante di queste elezioni sarà quello della Rosa Bianca-Udc di Tabacci e Casini.


35 anni di matrimonio

Pubblicato in made in italy, politics&policy da paoladifraia il 31 Marzo, 2008

Confalonieri e Piersilvio [...]Prima le città. Poi un giornale. Infine il salto: la Tv.
«Il Cavaliere è partito con Galliani, Dell’Utri, Bernasconi. Io sono entrato più tardi: comunicazione e lobbying».
Dai manovali e dai geometri a star e starlette…
«Silvio si era preso un modello da superare: la Rai. Ci è riuscito. Inventandosi un nuovo mercato, un nuovo settore industriale, una nuova ricchezza anche per il Paese. Dicono che l’ha fatto da pirata, da corsaro? Col cavolo: secondo i precetti del vero liberalismo, è consentito quanto non è espressamente vietato. Questo è il reale spartiacque, anche in politica: Berlusconi parla di mercato non perché l’ha letto sui libri, ma perché è stato la sua vita di ogni giorno. Nei cantieri controllava anche il filo d’erba, negli studi le luci, le scene, i costumi, i dialoghi ».
Però un giorno vi «oscurano »: senza Craxi, il mercato…
«La verità? C’era un oggetto del desiderio: Rete4. L’avevamo comprata da Mondadori, che rischiava di fallire in quell’avventura. E tra parentesi: Berlusconi avrebbe potuto aspettarlo, il fallimento, e portarsela via per due lire».
Chi l’avrebbe voluta?
«Non è un mistero: la sinistra dc. A Ciriaco De Mita sarebbe piaciuta una Rete4 in mano a Calisto Tanzi».
Mentre Craxi tifava per voi.
«Craxi non tifava: Craxi è stato un elemento di modernità. Era l’uomo che avrebbe trattato per Moro, che si è smarcato dal compromesso storico, che ha svegliato l’Italia narcotizzata dai consociativismi. Era il pre-Blair».
E questo c’entra, con il decreto anti-oscuramento?
«Certo. Uno, non ci ha regalato niente, anzi. Due, senza quel decreto sarebbe continuato il monopolio Rai. E comunque: qualcuno ricorda che, la prima volta, fu bocciato? Passò solo quando al Pci fu “data” la terza rete. E alla Dc i pieni poteri del già potentissimo Biagio Agnes».
Perché in Spagna e Francia non avete avuto successo?
«La Spagna veramente va benissimo. In Francia… Ci chiamò Mitterrand. Poi vinse Chirac, e smontò tutto».
Se adesso i francesi subissero la legge del contrappasso? Alitalia, Berlusconi, a loro non la vuole proprio dare. Oppure, lo ammetta: è solo campagna elettorale?
«Ammetto che, se lo fosse, sarebbe comunque geniale. Ma non credo lo sia. Silvio si è impegnato, potrebbe stupirci una volta di più. Poi, obiettivamente: si è mai vista una trattativa così? E Berlusconi un successo l’ha già raggiunto: Air France sta migliorando le sue condizioni».
Raffaella Polato, Corriere dellla Sera, pag. 15

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Fedele, da 35 anni, fedele a Berlusconi. Qualche tempo fa aveva paragonato il Cavaliere a Lenin.

Cavaliere di Gran Croce, diploma di pianoforte al Conservatorio Verdi di Milano, Fedele sostiene che da Silvio bisogna ancora aspettarsi delle sorprese. Evidentemente, le terrà in serbo tutte per il dopo elezioni.

happy new deal

Pubblicato in politics&policy, usa da paoladifraia il 30 Marzo, 2008

new deal

Non mi stupisce nemmeno troppo che esista, sta qui. Con una rapida occhiata al Bignami moderno, wikipedia, magari si intuisce perchè anche Giulio Tremonti, in tempi piuttosto sospetti, auspichi un revival del New Deal.

almost macho

Pubblicato in geo&geo, politics&policy, to read, usa da paoladifraia il 30 Marzo, 2008

http://prairieweather.typepad.com/photos/uncategorized/nast_4.jpg

In recent months, the right wing of U.S. Jewry has lined up to tell Israelis that, where it comes to a possible division of Jerusalem into Israeli and Palestinian capitals, right-wing American Jews know best.

During a recent Jerusalem meeting of the Conference of Presidents of Major Jewish Organizations, Boston real-estate developer Joshua Katzen was quoted as saying that Diaspora Jews can see the bigger security-diplomatic picture that Israelis sometimes miss.

“They lose sight of the wider jihad in the world,” said Katzen, former chair of the rightist CAMERA media advocacy group and a board member of the Jewish Institute for National Security Affairs whose advisors include John Bolton and Richard Perle. Thus American Jews can show Israelis that granting Palestinians any kind of sovereignty over Jerusalem would be a mistake because it would give an increasingly radicalized Islamic world a foothold in the city, the Jewish Telegraphic Agency quoted Katzen as saying. – Macho U.S. Jews, pantywaist Israel by Bradley Burston, Haaretz.com

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In aggiunta, consiglio questo film.

se l’avesse detto prima

Pubblicato in la revoluciòn, made in italy, politics&policy da paoladifraia il 29 Marzo, 2008

Alessandro Bianchi, Ministro dei Trasporti

Il Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi ha deciso di aderire al Partito Democratico. In una delle sue primissime interviste a skytg24 disse che più del Ministro, da urbanista, avrebbe fatto volentieri il Sindaco di Roma.

Se l’avesse detto prima…

kosovo, kossovo, kossòva

Pubblicato in geo&geo, made in italy, politics&policy da paoladifraia il 29 Marzo, 2008

OTAN

Bari, 28 mar. (Adnkronos) 18.02- Il premier della Repubblica del Montenegro, Milo Djukanovic viene interrogato in queste ore nella sede della Procura a Bari dai sostituti della Direzione Distrettuale Antimafia, Giuseppe Scelsi e Eugenia Pontassuglia, nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per associazione mafiosa finalizzata al contrabbando internazionale di sigarette.

Non c’è solo il fallimento della Nato, lo psicodramma balcanico che assurge a paradigma e la legge di Ahtisaari, in questo numero di Limes in edicola, di cui basterebbe già citare il sottotitolo in copertina: “l’America saluta, la Russia incassa, e ora sono fatti nostri”.

C’è la mafia che ringrazia: “[...] Si tratta del <<sequestro mafioso delle strutture statali>>, tipico dei territori appena fuorisciti da una guerra civile. Fenomeno che esprime l’interesse da parte della <<consolidata élite del crimine organizzato alla legalizzazione dei propri affari.” – Limes pag. 13

Il virgolettato del testo proviene dal rapporto segreto commissionato all’Istituto per la politica europea di Berlino dalle Forze Armate tedesche. Più avanti, viene fatto l’esempio di Milo Djukanovic, in Montenegro, attuale Primo Ministro (carica ricoperta per la quinta volta) ed ex Presidente della Repubblica.

La proclamazione di indipendenza del Kossovo non è giunta inattesa. Che uno Stato grande quanto l’Abruzzo chieda al resto del mondo di riconoscere la propria identità è operazione di difficile spiegazione sia etnica che culturale. E’ puerile credere che rappresenti una strana eccezione.

(continua…)

kid chocolate

Pubblicato in la revoluciòn, politics&policy, to read da paoladifraia il 28 Marzo, 2008

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“Enorgullece conocer que fue Chocolate quien rompió la barrera racial que impedía a los negros pelear en el Madison Square Garden, considerado por mucho tiempo el templo del boxeo profesional, algo así como lo que representa la Escala de Milán para los cultores del bel canto. Y algo que no alcanzaron celebridades negras como los también inmortales “Panamá” Al Brown, “Gorila” Jones, Harry Wills o Sam Langford, por citar algunos, lo alcanzó el Kid: pelear en los estadios de béisbol sin las sogas que en las gradas separaban a blancos y negros para evitar riñeran entre sí. Tanto fue su carisma, …¡Tantísima su aceptación! ” – Granma.cu

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A Cuba da qualche settimana è possibile comprare lettori dvd, tv a schermo piatto, personal computer e, da oggi, telefoni cellulari. Ma queste storie della vecchia Cuba hanno ancora il loro fascino.

american newspapers’

Pubblicato in politics&policy, to read, usa da paoladifraia il 28 Marzo, 2008
Arianna Huffington questions newspapers’“veneer of unassailable trustworthiness.”

Perhaps not, but trends in circulation and advertising––the rise of the Internet, which has made the daily newspaper look slow and unresponsive; the advent of Craigslist, which is wiping out classified advertising––have created a palpable sense of doom. Independent, publicly traded American newspapers have lost forty-two per cent of their market value in the past three years, according to the media entrepreneur Alan Mutter. Few corporations have been punished on Wall Street the way those who dare to invest in the newspaper business have.

Out of Print -The New Yorker

LA LEGA E LA GUERRA

Pubblicato in made in italy, politics&policy da paoladifraia il 25 Marzo, 2008

 

“Non sa se tornerà a far politica e non rivela nemmeno per chi voterà alle prossime elezioni. Il che la dice lunga. Silurata da Umberto Bossi, esclusa dalle liste del Friuli Venezia Giulia, infilata in un posto più che a rischio per la Camera, Alessandra Guerra, definita dal Senatùr, in passato suo sponsor, ‘una donna con le palle’, sta conoscendo le pene dell’emarginazione. Nel 2003 corse contro Illy e fece prendere una sonora batosta al centrodestra, oggi le hanno tolto i gradi. Lei stessa, alla fine, si è ritirata, tanto non sarebbe stata eletta. Dicono che Bossi abbia deciso di cancellarla dopo averla sentita parlare di Euroregione, un progetto illiano che, secondo il Capo, metterebbe a rischio l’integrità della Padania. Altri pensano che Lady Guerra sia caduta in una trappola ordita dai suoi nemici. Tant’è: quella che un tempo era considerata la star della Lega, finisce senza tanti complimenti in soffitta. ” – Alessandra Longo, Belpaese: Guerra al Capolinea, Repubblica di oggi pag. 9

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Non va benissimo per le pasionarie del centrodestra.

Il progetto di Euroregione ha un portale, in hompage adesso c’è la notizia di una banca austriaca che ha aperto filiali in Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Alitalia come la Sme

Pubblicato in made in italy, politics&policy da paoladifraia il 22 Marzo, 2008

Per Silvio Berlusconi, candidato premier del Popolo della Libertà, la vicenda Alitalia ricorda quella della Sme, quando fu costretto ad intervenire per evitare un danno allo Stato, come affermò in udienza al Palazzo di Giustizia di Milano, il 5 maggio 2003. La mancata vendita della Sme (15 giugno 1985) da parte dell’Iri alla Cir di Carlo Debenedetti ha dato luogo alla lunghissima vicenda giudiziaria denominata “Toghe Sporche” in cui sono stati condannati Cesare Previti, Renato Squillante ed Attilio Pacifico. La posizione di Silvio Berlusconi, allora premier, fu stralciata dal processo principale e, lo scorso 30 gennaio 2008, la Cassazione lo ha assolto dall’accusa di falso in bilancio, poiché il reato non esiste più.
Silvio Berlusconi ha testimoniato che l’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi lo pregò in maniera affettuosa ma pressante di intervenire con la sua concretezza per bloccare un’operazione nata nel segreto e inaccettabile. Altrettanto inaccettabile Berlusconi oggi giudica l’offerta pubblica di acquisto di Air France-Klm su Alitalia e rivendica la propria personale concretezza nell’impegno ad organizzare una cordata di imprenditori italiani che presentino un’offerta alternativa a quella della compagnia francese. Quello che Berlusconi ancora non ha detto è se, anche questa volta, c’è qualcuno che gli abbia chiesto in maniera affettuosa ma pressante di intervenire. (continua…)