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Berlusconi precisa: le famose tre “i” non stanno mica per tre Insegnanti. Il modello è il “Presidente maestro”: uno e trino, preferibilmente unto dal Signore o per Sua intercessione da Papa Benedetto XVI (decimo sesto com’è di moda pronunciare di questi tempi, per approfondire qui qui e qui).
La riforma scolastica che introduce la pluralità dei maestri alla scuola elementare risale al 1990: il Presidente del Consiglio è Giulio Andreotti, il Ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella (ruolo che poi passerà a Gerardo Bianco); negli ultimi anni della Prima Repubblica, governo Andreotti VI, quando esisteva ancora la Democrazia Cristiana. (legge 5 giugno 1990 n° 148).
Anche l’abolizione degli esami di riparazione a settembre nella scuola media è varata da un governo Andreotti (Andreotti III), Ministro dell’Istruzione è ancora Franco Maria Malfatti. (legge 4 agosto 1977 n° 517).
L’abolizione degli esami di riparazione nella scuola superiore risale invece al 1995: Berlusconi I, Ministro dell’Istruzione Francesco D’Onofrio per il CCD. (legge 8 agosto 1995 n° 352)
Mariastella Gelmini, intanto, va avanti. Di certo c’è che la Ministra non è per niente gradita a Bossi che teme una sua candidatura alla Presidenza della Regione Lombardia. Da quando si è insediata il senatùr prima ha detto che non è qualificata per fare il Ministro dell’Istruzione perchè non proviene dal mondo della scuola, poi le polemiche, pardon la “confusione” sul ritorno del maestro unico.
Per il momento Berlusconi difende la Ministra e fa sapere a Bossi: o ti mangi sta Minestra…

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