per rinfrancarsi il morale tra un enigma e l’altro
Il video su gentile suggerimento di Marco Esposito. Il titolo del post invece è copyright della Settimana Enigmistica.
global watch
La bella novità di questi mesi è che mi occupo di politica estera, forse qualcuno dei miei piccoli fan se n’è accorto, tutti i giorni in diretta dalle 16.30 alle 17.00 ed in replica alle 18.30. Il programma si chiama Global Watch e si vede su Redtv e sul canale 890 di sky.
ma neanche….

PD: CHE COSA PREVEDE LO STATUTO, PAROLA ALL’ASSEMBLEA/ANSA O ELEZIONE IMMEDIATA DEL SEGRETARIO O VIA A NUOVE PRIMARIE ROMA (ANSA) – ROMA, 17 FEB – E ora? La strada del dopo-Veltroni è scritta nello statuto dei Democratici, approvato con la nascita del nuovo partito, che contempla espressamente il caso delle dimissioni anticipate del segretario nazionale. Due le opzioni previste dall’articolo 3 della carta statutaria: l’Assemblea nazionale in carica può riunirsi e procedere all’elezione di un nuovo segretario “per la parte restante del mandato”, oppure può sciogliersi e avviare la normale procedura per la scelta del leader. Se dovesse essere quest’ultimo il percorso prescelto, la parola tornerebbe agli iscritti del partito. Stando agli ultimi dati disponibili, il tesseramento (che è iniziato nel giugno scorso e avrebbe dovuto concludersi a dicembre 2010) è arrivato a quota 350mila unità. Ma in molte realtà la raccolta delle iscrizioni è andata a rilento o non è proprio cominciata. Nel caso si decidesse per lo scioglimento dell’Assemblea costituente e per nuove primarie, comunque, in primo luogo andrebbero presentare ufficialmente le candidature, sottoscritte da almeno il 10% dei componenti dell’assemblea nazionale o da 1.500 iscritti di almeno cinque regioni. Poi si voterebbe nelle sezioni (anzi, nei circoli) con il meccanismo delle primarie; da una Convenzione nazionale, eletta contestualmente, uscirebbe la terna dei candidati su cui scegliere. A quel punto, nuovo passaggio elettorale: si elegge l’Assemblea nazionale, con liste collegate ai candidati alla segreteria. Se una delle liste ottiene la maggioranza assoluta, il candidato viene direttamente proclamato segretario del Pd all’apertura dell’assemblea. In caso contrario, l’assemblea procede a un ballottaggio a scrutinio segreto tra i due candidati delle due liste più votate.(ANSA).
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La politica del ma anche si è trasformata nel “ma neanche” la Sardegna, neanche nella sconfitta, una indicazione chiara, un’assunzione piena per un progetto che non si è voluto curare fino in fondo pensando che il nuovismo ed il buonismo risolvesse tutti i problemi. Un partito non si fa da solo senza organizzazione, senza struttura, senza la capacità di includere e condividere le scelte da fare. Le proposte scritte in millemila pagine che non sono votate, che non hanno un responsabile, che non hanno respiro, non hanno futuro.
C’è poco da stare allegri perchè neanche al centro come neanche a sinistra si è avuta la forza di proporre un progetto politico in cui i cittadini potessero identificarsi.
Neanche minoranza. Semplicemente certe iniziative, confezionate male e pensate peggio non passano.
il deposito
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cose brutte
Ho lavorato con Giacomo Aschacher per quasi 4 anni credo. Non c’è bisogno secondo me di festeggiare insieme compleanni, ricorrenze o di aver consumato insieme un certo numero di cibi o bevande per dire di essere amici. Ci sono delle persone che consideri amiche non perchè condividi con loro un panino o un profilo nel mondo virtuale ma perchè le rispetti, per il loro lavoro e per il loro modo di essere mentre lo fanno.
E sono di parte, perchè Giacomo Aschacher, da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme non mi ha mai piantata in asso, non mi ha mai risposto: io questo non lo faccio perchè non mi compete o non mi pagano gli straordinari o semplicemente non mi pagano abbastanza soldi per farlo.
In più c’è il suo lavoro che parla per lui, non devo dirlo io che è bravo.
Quando una persona così, dopo quasi 4 anni, non vede rinnovarsi il contratto, scoprendolo a due giorni dalla scadenza, è una cosa che dovrebbe indignare senza pensare se sia utile o meno protestare. Perchè è una cosa brutta. Sul piano umano e professionale. E secondo me, quando succede una cosa così brutta che non tiene conto del valore e della devozione alla causa delle persone, anche se non è utile o non cambia nulla, si dovrebbe protestare.
Per questo, i miei colleghi lo sanno, noi dovremmo scioperare, almeno un’ora se non un giorno, tutti insieme, perchè il lavoro è tanto e facciamo tutti del nostro meglio. Ma io chiedo a Luca, Marco, Marco, Mario, Alessia, Giovanna, Barbara, Marianna, Luigi e Aldo se sia davvero il caso di far passare sotto silenzio quello che è successo, perchè il mio post di solidarietà lo leggeranno in pochi o in molti, ma secondo me non è abbastanza. Perchè tutti noi diamo, tutti i giorni, molto all’azienda ed al progetto in cui crediamo e alla fine non può essere che ci venga detto dopo 4 anni meno 3 giorni dalla data di scadenza mi dispiace ma c’è un altro al tuo posto che costa meno di te.
Non è dignitoso. Non rappresenta il progetto e quello per cui lavoriamo tutti i giorni. Non è una cosa buona per Redtv.
E mi aspettavo che il Direttore ci dicesse apertamente: mi dispiace ma non era così che doveva andare.
aggiornamento
Mi hanno finalmente attivato l’adsl nella casa nuova.
Presto nuovi comizi, ma le notizie di questi giorni mi risultano talmente indigeste che mi ci vorrà un po’ prima di metabolizzarle anche solo per poterne scrivere qui.
Mi riferisco all’assoluta follia di chiedere ai medici di denunciare gli immigrati clandestini, di usare la decretazione d’urgenza per decidere sul caso di Eluana, una ragazza morta 17 anni fa ed artificialmente tenuta in uno stato di coma irreversibile, pretendere che sia giustizia usare i tribunali, le leggi e la polizia, quando nella società (e quindi in televisione) è lecito gonfiare di botte chi viene arrestato, qualsiasi sia il crimine commesso.
