Paola's Weblog

elementare watson!

Pubblicato in geo&geo, lifestyle da paoladifraia il 31 Marzo, 2009

naso

NASO ELETTRONICO FIUTERA’ ‘IMPRONTA ODOROSA’ DEI CRIMINALI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 31 MAR – Così come le impronte digitali e l’analisi dell’iride possono aiutare a riconoscere le persone, anche l’odore, caratteristico di ognuno, può essere utilizzato per scovare i criminali. Un ‘naso elettronico’, sviluppato dal Dipartimento di Sicurezza americano, potrebbe aiutare a ‘fiutare il pericolo’.
Recenti studi hanno dimostrato che l’odore cambia in base al sesso e all’età. Per esempio, un odore di base simile a quello del formaggio sarebbe caratteristico dei maschi, mentre le donne dovrebbero ’sapere’ di pompelmo e cipolla. Delle differenze ci sarebbero anche tra asiatici, che hanno poche ghiandole deputate alla produzione dei ‘cattivi odori’, ed europei o africani, che invece ne hanno molte. Un altro passo avanti verso la messa a punto del ‘naso elettronico’ è stato fatto l’anno scorso quando alcuni ingegneri hanno trovato il modo di produrre in massa in laboratorio i recettori olfattivi. Ora, la ricerca sta portando a sviluppare sistemi di riconoscimento sempre più precisi.
L’olfatto resta comunque uno dei sensi più complessi ma meno conosciuti. Nell’uomo circa 400 geni formano il sistema olfattivo, più della richiesta di ogni altra funzione. Animali come cani e topi ne avrebbero fino a 1.000. (ANSA).

oh mia mail (parlami della tua mail e ti dirò chi sei)

Pubblicato in geo&geo, il blog è mio, la revoluciòn, lifestyle da paoladifraia il 31 Marzo, 2009

logo_email

Gli spagnoli la chiamano “sindrome di Diogene” della mail, gli esperti cercano di spiegarne le cause e le eventuali soluzioni, gli utenti però continuano ad ignorarla. E’ arrivato il momento di uscire allo scoperto? Qual è lo stato della vostra casella di posta? Insomma, se doveste rintracciare quella famosa mail ricevuta dal signor Rossi, quanti di voi riuscirebbero a farlo in pochi secondi? Un dato è certo: la mail è quello spazio personale che ogni proprietario gestisce alla sua maniera, scegliendo di archiviare i messaggio ricevuti, di cancellarli dopo averli letti o, come accade appunto nella “sindrome di Diogene”, di accumularli tutti pigramente. Cosa c’entra Diogene, il filosofo cinico che viveva in una botte, e cercava l’uomo con la sua lampada? C’entra, perché Diogene è stato anche identificato come una sorta di accumulatore compulsivo che teneva tutto nella sua misera abitazione come oggi fanno certe persone che riempono le loro case di oggetti inutili e spazzatura.

Qualunque sia la vostra condotta, sappiate comunque che in Spagna qualcuno si è preso la briga di analizzarla. In un reportage, pubblicato sul quotidiano El Pais, emerge così la preoccupante tendenza della “sindrome di Diogene”. Preoccupante non perché contagiosa o mortale, ma per le conseguenze che l’aumento incontrollato di messaggi ricevuti potrebbe portare alla casella. La più grave? Sicuramente la perdita dell’account e di tutto il suo contenuto.(Repubblica.it)


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Forse gli spagnoli non conoscono la mitica gmail…

pubblicità progresso: il predellino

Pubblicato in citazioni, i signori della terra, ipse dixit, lifestyle, made in italy, politics&policy da paoladifraia il 31 Marzo, 2009

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Non lo dicono quasi mai, non lo scrivono quasi mai, soprattutto gli ex dc che siedono orgogliosi da oltre dieci anni nei banchi di Forza Italia.

Ma il primo leader fagocitato da Berlusconi nel gioco della Matrioska è proprio lui, il Divo Giulio. Piccolo, piccolo.

Grazie a Luca, che ha conquistato la cartolina cimelio, al congresso di nascita del Pdl.

Biden, Joe

Pubblicato in geo&geo, i signori della terra, politics&policy, usa da paoladifraia il 29 Marzo, 2009

biden

The description (“Biden eats anything”) extends to the heaping plate of policy assignments the vice president has been served in recent weeks. He has been charged with overseeing the distribution of the $787 billion authorized by the economic stimulus bill, heading the White House’s “middle-class task force” and jumping into any number of treacherous diplomatic arenas, from Pakistan to Capitol Hill.

Officials involved in the deliberations said Mr. Biden had been influential in Mr. Obama’s development of a new approach to Afghanistan, announced Friday, arguing for a relatively limited increase of military, diplomatic and economic involvement.

Mr. Biden has settled into a role of what Mr. Obama compares to a basketball player “who does a bunch of things that don’t show up in the stat sheet,” the president said in an interview Friday. “He gets that extra rebound, takes the charge, makes that extra pass.” (The New York Times)

la rivoluzione Nano

La democrazia popolare più grande del mondo si prepara alla rivoluzione, sulle quattro ruote più democratiche che poteva trovare…

la nuova Bretton Woods la fa la Cina

Pubblicato in geo&geo, i signori della terra, la revoluciòn, politics&policy da paoladifraia il 24 Marzo, 2009

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Il Wall Street Journal e Il Sole 24Ore di oggi riportano questa notizia: appoggiata dalla Russia, la Cina chiede una riforma dell’ordine valutario che non sia più ancorato al dollaro (sempre più in disgrazia) ma ad una valuta di riserva internazionale slegata dalle singole nazioni.

I rapporti tra Stati Uniti e Pechino si muovono sulla falsariga della distensione, ma dopo le accuse allo Yuan del futuro Ministro del Tesoro americano ed il viaggio diplomatico del Segretario di Stato Hillary Clinton, il premier Wen Jiabao aveva gelato tutti esprimendo perplessità sulla stabilità dei titoli di Stato americani.

La Cina ha poi rassicurato il mondo dicendo che continuerà a finanziare il debito americano, però oggi arriva la notizia: è tempo di mandare in soffitta il dollaro. E’ tempo di una nuova Bretton Woods.

Gli Sdr, i diritti speciali di prelievo dal Fondo Monetario Internazionale, potrebbero diventare l’oro del nuovo millennio.

(continua…)

solo 8 i motivi per ridere, in tutto il mondo, democraticamente

Pubblicato in geo&geo, la revoluciòn, lifestyle, sì viaggiare... da paoladifraia il 24 Marzo, 2009

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[...] le tipologie del “sense of humour” calzano entro otto precise categorie, che niente hanno a che vedere con il grado di civilizzazione o culturale né con il nostro gusto personale. “Per quanto a molti possa sembrare assurdo – spiega lo studioso – questi pochi schemi sono l’unico vero stimolo che sta dietro le nostre risate. Poco importa, in realtà, il contenuto della sitcom che stiamo guardando o la storiella divertente che ci hanno raccontato. L’importante è che si presenti almeno uno di questi otto schemi mentali”. (Repubblica.it)

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Chissà se per gli sceneggiatori questa è una buona notizia. Per i politici sicuramente sì.

(continua…)

cambiamento 1 -capitale, lavoro/capitale, sociale

Pubblicato in geo&geo, i signori della terra, politics&policy, usa da paoladifraia il 23 Marzo, 2009

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At the core of the financing package will be $75 billion to $100 billion in capital from the existing financial bailout known as TARP, the Troubled Assets Relief Program, along with the share provided by private investors, which the government hopes will come to 5 percent or more. By leveraging this program through the Federal Deposit Insurance Corporation and the Federal Reserve, huge amounts of bad loans can be acquired. (The New York Times)

Le proprietà rendono, il capitale rende, del lavoro che importa? Acquistare qualche proprietà e mettere il resto in un Hedge fund garantiva svariati pomeriggi a prendere il sole… (Buyer di Manhattan)

I soldi fanno i soldi, questo è quello che abbiamo pensato negli ultimi 10 anni. Che importa da dove arrivano questi soldi? Ci hanno descritto una classe di capitalisti privi di ideali con vite stressatissime. Ad un certo punto questi capitalisti hanno smesso di costruire cose, di acquistare cose, pezzi di città, di risorse, di vite. Hanno prodotto una sottoclasse che poteva diventare ricca quanto loro, con vite altrettanto stressate a controllare numeretti su un computer. Ma che cosa fabbricavano questi signori. Facevano soldi, novelli alchimisti di una dimensione parallela.

Il sogno americano, il sogno di Wall Street, dei self made man, che da una prateria sperduta, chissà dove, potevano un giorno diventare “il Presidente” non c’è più. Wall Street è il posto dove i pochi si arricchiscono a danno dei molti, senza fare nulla.

Così agli americani, in questo momento, manca un po’ di sano populismo…ridate il lavoro ai lavoratori, di cui ne mangeranno i frutti. Gli americani sono arrabbiati, Wall Street era già caduta, sotto il peso dei barbari.

obama distractions

Pubblicato in dì qualcosa di sinistra, geo&geo, i signori della terra, la revoluciòn, politics&policy, to read, usa da paoladifraia il 23 Marzo, 2009

Dopo il mancato consenso bipartisan per il piano di salvataggio economico delle banche il primo scoglio politico per Obama potrebbe arrivare sul controverso tema del salvataggio di AIG (American International Group), il colosso delle assicurazione destinato a fallire senza gli aiuti di Stato.

I senatori Repubblicani, smarriti e senza leadership, infastiditi dal piano di rilancio di Obama, (tanto che alcuni governatori Repubblicani sembra stiano rinunciando per orgoglio agli aiuti di Stato), hanno sollevato il caso:

E’ giusto che i manager dell’Aig, che si tiene a galla con i soldi dei contribuenti, distribuisca bonus ai suoi dirigenti?

Il capogruppo del senato democratico propone così una legge per tassare i manager del 90% e ridistribuire così il mal tolto.

Ma il Presidente in questo caso non è d’accordo con la sua maggioranza…

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WASHINGTON, 23 MAR – Il presidente americano Barack Obama si è detto contrario a una proposta che sta riscuotendo un ampio consenso in Congresso di punire con una maxi-tassa i manager del colosso assicurativo Aig che hanno ricevuto i controversi bonus ricavati da soldi pubblici.
In un’intervista alla Cbs, Obama ha definito la tassa non costituzionale e ha aggiunto di non voler “governare con la rabbia”. Il presidente ha comunque ribadito la propria determinazione a far capire a Wall Street che non può continuare “con il vecchio modo di fare affari”.
La tassa a cui pensa il Congresso imporrebbe un prelievo del 90% sui bonus ricevuti dai manager ed è un idea che riscuote molto successo nel partito del presidente. Il ‘no’ di Obama potrebbe avere rischi politici per la Casa Bianca, perché non sembra destinato a venir accolto bene dai democratici che controllano il Congresso. (ANSA)

[...] Now, Congress is responding quickly to the larger public anger surrounding the AIG bonuses by rushing through a big tax increase on executives who received the lavish compensation — legislation with ramifications that members may not have considered fully.

Open-government groups say that, in moving so quickly on the stimulus, the bonus tax and other measures, the Obama administration and House Democrats are breaking commitments to allow the public to see legislation for several days before voting on it.

“Had [the amendment allowing the bonuses] been online for 72 hours, all of that outrage would have been directed at Congress at a time when they could have fixed it,” said Lisa Rosenberg, a government affairs consultant to the Sunlight Foundation, which advocates for more transparency in government.

Drew Hammill, a spokesman for House Speaker Nancy Pelosi, said the California Democrat’s “preference is to move by regular order, except in cases where the circumstances demand that Congress act at an accelerated pace.”

Republican strategists say the uneven response by Congress in the opening months will play into key Senate races in which Democratic incumbents face reelection in 2010, including in Connecticut, Nevada, Illinois, New York, Arkansas and Colorado.

“Democrats will have to answer for their records,” said Amber Wilkerson, a spokeswoman for the National Republican Senatorial Committee. (Politico.com)

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lascia o raddoppia?

Pubblicato in ipse dixit, la revoluciòn, lifestyle, made in italy, politics&policy, sì viaggiare... da paoladifraia il 21 Marzo, 2009

mike_bongiorno1977

Il primo mattone di Canale 5 saluta e se ne va. Se Mediaset è diventata un palazzo a tre reti, un bel po’ di merito lo ha avuto lui. Ma a Cologno Monzese non c’è più posto per Mike: «A proposito della mia attività televisiva desidero chiarire quanto segue: da molte parti leggo che “Mike Bongiorno ha tradito Silvio Berlusconi”, ma la verità è un’altra. Mediaset prima della fine dell’anno scorso, senza preavviso, non mi ha rinnovato il contratto che mi legava al gruppo fin dalla sua fondazione. Di conseguenza ora non avendo legami sono libero di svolgere il mio lavoro con chiunque». Affida a un comunicato la sua amarezza il re del quiz, lui che per seguire Silvio Berlusconi a TeleMilano che poi diventò Canale 5, abbandonò la Rai e fece un salto nel buio, ben pagato, per carità: il contratto da 25 milioni salì a 600. (Corriere.it)

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E anche Mike se ne va su Sky con Fiorello.