filosofia di vita presa in prestito/gli sms sono il male
“Gli sms e la mentalità utilitaria tendono a distruggere la poesia e l’immaginazione. Per reggere ai brutali contraccolpi del mercato occorre dotarsi di ironico distacco”. -Gli sms e gli incontri d’amore: così si distrugge poesia e morale. Corriere pag. 29 ripreso dal New York Magazine.
L’articolo fa una lunga disamina delle abitudini di chi usa il web e i cellulari per organizzare la propria vita di relazione. Frammentata e con poche regole grammaticali, metafora indubbiamente appropriata.
Ricordo benissimo conversazioni con le amiche sui bei vecchi tempi delle telefonate dalla cabina, delle lotte con genitori e fratelli per tenere libera/occupata la linea. Il succo di tutto era che bisognava in qualche modo, se non proprio metterci la faccia, almeno la voce. Dovevi prendere il coraggio a due mani e ’sentire’ l’interessato. O aspettare che lo facesse lui. Perfino il citofono diventava una parte importante delle relazioni. Una volta una ragazza mi ha detto: invece di citofonarmi mi ha fatto uno squillo. Non sono scesa.
La libertà del cellulare ha sicuramente i suoi svantaggi. Forse però sarebbe stato meglio non inventare gli sms. Nel rapporto costi/benefici non riesco a salvarli. Non hanno punteggiatura appropriata, non hanno intonazione e a meno che non si tratti di frasi minime senza subordinate, hanno scarsa efficacia comunicativa.
Nelle relazioni poi, a meno di non tenere una rigorosa contabilità quanto a toni-tempi-modi, rappresentano tanto l’alibi quanto il male…
Certo, basterebbe saperli usare. Sarà per questo che non li amo molto.
Resta il fatto che un uomo che ti manda un sms è un cialtrone se si sta negando, romantico se si sta concedendo. Una donna è sempre e comunque a rischio Glenn Close che fa bollire il coniglio in Attrazione Fatale.
Gli sms e gli incontri d’amore
Così si distrugge poesia e morale
Contatti multipli e più disincantati
Dall’aprile del 2007 il New York Magazine pubblica online pagine di diario delle esperienze sessuali della gente, che narra anonimamente le proprie conquiste e prodezze notturne. Alcuni di questi racconti sono insoliti e tristi. Una bancaria che è stata licenziata passa le serate a ubriacarsi per poi svegliarsi al mattino nel letto di uomini sconosciuti. Un operatore finanziario afro-americano nei week-end gira per il paese per incontrare coppie in cerca di sesso interrazziale.
L’aspetto più interessante di questi diari è però la parte che il cellulare ha avuto nel corteggiamento. Nelle sere in cui escono, gli estensori dei diari spesso inviano sms a diversi possibili partner, cercando di combinare l’incontro migliore. Come nota il giornalista Wesley Yang, che indaga acutamente il fenomeno sul New York Magazine , chi scrive i diari «usa il cellulare per disaggregare, catalogare e rimpacchettare i suoi bisogni emotivi e fisici, assegnando un partner diverso a ognuno di essi e sperando in un’esperienza soddisfacente» . A queste persone capita spesso di accingersi a passare la serata con un partner e di cambiare poi idea perché gli arriva un sms con una proposta più promettente. Per scongiurare il pericolo di non essere scelti da nessuno, scrive Yang, «tutti sono nell’elenco di riserva di qualcuno, e tutti hanno un elenco di riserva, che tengono aperto con sms interlocutori».
L’atmosfera è fluida, come in un’asta su eBay. Questo comporta l’adozione di strategie di marketing. Non bisogna apparire troppo ansiosi di concludere. Vanno trovati soprannomi diversi per i vari partner. «Decido di passare la giornata con Quella Che Piange», scrive un assistente legale di 26 anni dell’East Village. Nel condurre le transazioni non bisogna avere troppi scrupoli. «Ho per le mani un super-appiccicoso», scrive una produttrice televisiva. «Mi ha chiesto di uscire di nuovo domenica prossima. Non rispondo» .
La gente che manda il diario delle sue vicende erotiche a una rivista non rappresenta certo l’americano medio, ma l’impiego della tecnologia negli approcci sessuali è ormai consuetudine per un gran numero di giovani americani, e riflette una tappa interessante dell’evoluzione sociale del paese.
Una volta — ai tempi di «Happy Days» — il corteggiamento era governato da una serie di regole e cautele. Gli incontri tra i potenziali partner avvenivano di solito nel contesto delle grandi istituzioni sociali: il quartiere, la scuola, il luogo di lavoro, la famiglia. C’erano dei riti sociali accettati — darsi appuntamento, uscire insieme, rimandare il sesso — il cui scopo era guidare i giovani lungo il percorso che andava dalla fase dell’interesse momentaneo a quella dell’impegno duraturo. Negli ultimi decenni questi riti sociali, incompatibili con l’epoca post-femminista, sono divenuti obsoleti e si è andanti alla ricerca di regole di corteggiamento più aperte.
Ci si aspetterebbe che in questa materia una società dinamica sia in grado di aggiornarsi, ma la tecnologia ha reso la cosa molto difficile. Le norme di comportamento implicano ostacoli e restrizioni, che vengono però dissolti dagli strumenti tecnologici, in particolare da cellulari e sms. Ora i corteggiatori si mettono in contatto in un ambito istantaneo e fluido, separato dalle grandi istituzioni sociali e dagli impegni che esse richiedono. Le persone si trovano così a dover fare i conti solo con se stesse. Diventano liberi battitori in un’arena competitiva segnata da relazioni ambigue. La vita sociale somiglia sempre più all’economia, dove si è immersi in una miriade di occasioni, domande e offerte, in un universo di partner potenziali.
La possibilità di raggiungere rapidamente molte persone sembra incoraggiare la segmentazione: si cerca di allacciare contemporaneamente relazioni di diverso tipo di con persone diverse. Sembra poi incoraggiare un atteggiamento di provvisorietà. Se si hanno sempre molte opzioni a disposizione diventa naturale adottare la mentalità di chi confronta i prezzi della merce.
Sembra anche incentivare un’atmosfera di generale disincanto. Lungo i secoli i sistemi basati su principi morali, dalla cavalleria medievale agli inni all’amore di Bruce Springsteen, funzionavano tutti più o meno allo stesso modo. Legavano gli interessi egoistici contingenti a significati trascendenti, spirituali. L’amore diventa così una nobile causa, un atto di sacrificio e di impegno disinteressato.
Gli sms e la mentalità utilitaria tendono a distruggere la poesia e l’immaginazione. Per reggere ai brutali contraccolpi del mercato occorre dotarsi di ironico distacco. Nel mondo odierno la scelta di un’automobile è un atto più sacro della scelta di un partner. Questo non significa che i giovani di oggi siano peggiori o più superficiali di quelli del passato. Significa che sono meno aiutati. Una volta la gente viveva all’interno di un’esistenza strutturata, che si occupava di foggiare le emozioni, guidare le pulsioni dal provvisorio al permanente e collegare le esigenze quotidiane a cose più elevate. La saggezza accumulata dalla comunità portava le coppie a trovare un impegno duraturo. Oggi ci sono meno norme che vadano in questa direzione. La tecnologia attuale sembra minare l’instaurarsi del senso di reciproca e stabile affidabilità su cui si costruisce la fiducia.
Copyright New York Times Syndicate
(Traduzione di Maria Sepa)
David Brooks
05 novembre 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA
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